Webinar dedicato ai salti paralimpici

Webinar dedicato ai salti paralimpici

Ad accompagnarci in questo mondo sarà Alessandro Kuris, atleta paralimpico e oggi allenatore della nazionale italiana della FISPES, federazione del Comitato Italiano Paralimpico.

Si parlerà delle norme che regolano le discipline paralimpiche e delle modalità di allenamento, confrontando le affinità e le differenze con i salti dei normodotati.

Sarà con noi anche Stefano Lippi, campione mondiale e argento paralimpico nel salto in lungo.

L’appuntamento, che rientra nelle attività patrocinate dal Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, da PromoturismoFVG e dalla Fidal, di terrà su Zoom LUNEDÌ 19 APRILE con inizio alle ore 19.

E’ riservato ai tecnici e a tutti gli appassionati dei salti.

Chi non dovesse ricevere l’invito ma comunque volesse prendervi parte può inviare una mail di richiesta a info@alessandrokuris.it .

UdinJump 2021 – Foto –

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Foto UdinJump 2021

© Foto Petrussi

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UdinJump Development 2021 is coming

Alessandro Talotti, Mario Gasparetto, Massimo Di Giorgio hanno deciso di portare l’asticella ancora più in alto…

[vc_row][vc_column][ultimate_spacer height=”50″][vc_column_text]Alessandro Talotti, Mario Gasparetto, Massimo Di Giorgio hanno deciso di portare l’asticella ancora più in alto: l’edizione 2021 del meeting Udin Jump Development, in programma nel pomeriggio di mercoledì 27 gennaio al palaIndoor “Ovidio Bernes” di Paderno, alle porte di Udine, garantirà diverse chicche e novità clamorose: torna a trovarci l’amico Javier Sotomayor, la diretta televisiva della Rai, il talk show dei campioni, la presenza della Nazionale italiana, oltre a un cast di atleti in gara di livello mondiale.

Era già stata ufficializzata la presenza, nella gara femminile, della stellina ucraina Yaroslava Mahuchykh, pluricampionessa mondiale giovanile, vicecampionessa iridata in carica e atleta già capace di saltare 2.02 pochi giorni fa. Accanto a lei, le protagoniste azzurre Alessia Trost, Elena Vallortigara, Idea Pieroni ed Erika Furlani e la vincitrice di Udin Jump 2020, la slovena Marusa Cernjul.

Il meeting 2021 avrà un roster incredibile anche nella gara maschile, alla quale parteciperanno l’ucraino Andrij Procenko, saltatore da 2.40 e vincitore della Diamond League 2020, il bahamense Donald Thomas, già iridato nel 2006 e capace di un personale di 2,37 metri, saltatori da 2.33 come il cubano Luis Zayas e l’azzurro Stefano Sottile, il portoricano Luis Castro Rivera (2,29 di personal best), i giovani austriaci Lionel Strasser (pb 2,10), Andreas Steinmetz (pb 2,17) e Ben Henkes (pb 2,14), tutti allenati dall’ex iridata Inha Babakova, il gemonese Simone Dal Zilio, campione italiano indoor under 20, con un personale di 2,09, e poi ancora gli azzurri Eugenio Meloni (pb 2,21, Mattia Furlani (pb 2,10), e Manuel Lando (pb 2,16), quest’ultimo già protagonista nella scorsa edizione del meeting di Gemona.

Per le regole anti-covid, anche Udin Jump Development 2021 sarà a porte rigorosamente chiuse per tutti gli appassionati. Per i quali gli organizzatori hanno riservato la seconda novità importante: la diretta televisiva proposta dalla Rai, che metterà in onda sul canale RaiSport dalle ore 15 00 novanta minuti della competizione femminile e dalle 18 00 novanta minuti della competizione maschile, assicurando inoltre la diretta streaming integrale sul canale RaiPlay. Una fantastica opportunità mediatica per seguire quello che si preannuncia già come uno dei meeting internazionali più importanti della stagione pre-olimpica.

La terza novità, questa imperdibile anche per chi non mastica il salto in alto, è rappresentata dalla presenza del mitico Javier Sotomayor, semplicemente il più grande saltatore in alto di tutti i tempi, recordman mondiale con il 2,45 saltato a Salamanca nel 1993, oggi segretario della Federazione di Atletica cubana. Dodici mesi dopo, il popolare “Soto” tornerà in Friuli per partecipare a Udin Jump Development in qualità di ambasciatore dell’Atletica. L’idea del neo-presidente del Comitato regionale della Fidal del Friuli Venezia Giulia, Massimo Di Giorgio, è quella di creare un ideale ponte tra la nostra Regione e Cuba, costituendo un gemellaggio che favorisca l’interscambio di iniziative legate all’atletica e al salto in alto in particolare.

Proprio Sotomayor, assieme a Inha Babakova, sarà anche il protagonista del Talk Show che si svilupperà, tra la fine della gara femminile e l’inizio della gara maschile, e che sarà un irrinunciabile opportunità per capire dalla viva voce dei campioni gli insegnamenti, i consigli, gli aneddoti e i pensieri che solo una carriera internazionale di altissimo livello come la loro può offrire.

Nell’ultima settimana di gennaio 2021, Udine sarà dunque la capitale italiana del salto in alto. Non solo con Udin Jump Development. In contemporanea con il meeting, sarà in ritiro Là di Moret anche la nazionale di salto in alto che, si allenerà al PalaBernes dal 26 al 31 gennaio.

Al palaBernes, la gara femminile inizierà mercoledì 27 alle 14.30, con la progressione dei salti che partirà da quota 1,70 metri. Alla fine della competizione femminile, come preannunciato, si svolgerà il talk show con la Babakova e Sotomayor relatori d’eccezione. Alle 17.20 circa inizierà la gara maschile, partendo da quota 2 metri.


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Francesco Tonizzo
Giornalista professionista – Tess.Num 084329 – ODG Fvg[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][ultimate_spacer height=”50″][vc_video link=”https://youtu.be/yO-cO-wCL3E” align=”center”][ultimate_spacer height=”50″][/vc_column][/vc_row]

Mercoledì 27 gennaio, Udine sarà ancora una volta teatro di UdinJump Development

Più forte del virus che ha attanagliato tutto il mondo, più potente delle difficoltà che hanno vessato l’organizzazione, più entusiasmante e contagioso che mai nel riportare in Friuli un evento sportivo di caratura ormai mondiale.

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Più forte del virus che ha attanagliato tutto il mondo, più potente delle difficoltà che hanno vessato l’organizzazione, più entusiasmante e contagioso che mai nel riportare in Friuli un evento sportivo di caratura ormai mondiale. Mercoledì 27 gennaio, Udine sarà ancora una volta teatro di Udin Jump Development, la kermesse di Salto in Alto, giunta nel 2021 alla sua terza edizione, che quest’anno alzerà ancora l’asticella.
Alessandro Talotti, Mario Gasparetto e Massimo Di Giorgio, i tre organizzatori del meeting, già entrato nel novero delle principali manifestazioni internazionali dedicate all’atletica leggera e nella Top 4 mondiale delle riunioni di salto in alto, hanno in questa edizione delle importanti marce in più, per spingere ancora in avanti la macchina di Udin Jump Development: il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sport e la diretta RAI e in streaming tramite il proprio canale YouTube, per raggiungere tutti gli appassionati del territorio Italiano e quelli internazionali, attratti dalla possibilità di vedere all’opera l’élite del salto in alto mondiale.
Quello che Udin Jump Development 2021 vuole dare è un messaggio di fiducia verso un futuro normalizzato. Già l’edizione 2020, benedetta da due campioni olimpici del calibro di Javier Sotomajor e Stefan Holm, aveva riscosso un clamoroso successo mediatico, di pubblico e di interesse: un anno fa, al palaIndoor “Ovidio Bernes”, vinsero il cinese Zhang Guowei e la slovena Marusa Cernjul.
Quest’anno, il campo partecipanti si preannuncia stellare perché, in attesa della conferma della partecipazione dei migliori interpreti maschili, che si preannuncia di livello mondiale, già la competizione femminile assicura, da sola, spettacolo puro. Il 27 gennaio, sarà a Udine la giovanissima e fenomenale ucraina Jaroslava Oleksiïvna Mahučich, ventenne già pluri campionessa del mondo a livello giovanile, capace di un primato personale di 2.04 e già in forma strepitosa se si pensa che qualche giorno fa, in uno dei primi salti dell’anno, ha superato i 2.02 metri.
Con la Mahučich, salterà anche la polacca Kamila Lićwinko, campionessa mondiale a Sopot nel 2014, capace di un primato personale di 2.02. A difendere i colori azzurri tutte le principali atlete italiane, che inizieranno a Udine il percorso verso la possibile partecipazione alle Olimpiadi di Tokio della prossima estate. Annunciate la friulana Alessia Trost, Elena Vallortigara, Idea Pieroni, la migliore delle azzurre a Udin Jump Development 2020, eppoi ancora Erika Furlani, che l’anno scorso fissò il primato personale a 1.94, Maria Morara, Rebecca Pavan.
Sarà interessante anche rivedere la campionessa uscente del meeting Marusa Cernjul, la recordwoman U23 slovena Lia Apostolowski (pb 1.92) e la giovane ceka Bára Sajdoková, altra atleta con un personal best di 1.91.
Come da tradizione, Udin Jump Development non è e non sarà solo un meeting, seppur di alto livello tecnico. Gli organizzatori, con la collaborazione della A.S.D. Libertas Udine e il contributo della Federazione Italiana di Atletica Leggera, stanno allestendo di concerto con l’Università di Scienze Motorie di Udine una serie di studi e di relazioni tecniche sui dati che emergeranno dalla gara del 27 gennaio, che saranno poi illustrate nei convegni on line e digitali che si svilupperanno nelle settimane e nei mesi successivi. Questo per rispettare l’assunto che Udin Jump Development è un’occasione di crescita anche didattica e tecnica offerta a tutti coloro che si occupano di Sport, oltre che il miglior modo per portare avanti la straordinaria tradizione della scuola di Salto in Alto udinese.
di:
Uff. Stampa Francesco Tonizzo

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Ragionare come Umanità

Un messaggio di speranza per tutti i friulani in questi difficili giorni di quarantena e la testimonianza personale, offerta in tutta la sua traumaticità, che si può e si deve ripartire.

[vc_row][vc_column][ultimate_heading main_heading=”Alessandro Talotti” spacer=”line_with_icon” spacer_position=”middle” line_height=”2″ line_color=”#ff4c00″ icon_size=”32″ line_width=”300″ spacer_margin=”margin-top:30px;margin-bottom:30px;”]Se il mondo vuole sconfiggere questo virus deve ragionare come Umanità[/ultimate_heading][ultimate_spacer height=”60″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Prefazione di M. Meloni

Un messaggio di speranza per tutti i friulani in questi difficili giorni di quarantena e la testimonianza personale, offerta in tutta la sua traumaticità, che si può e si deve ripartire.
Alessandro Talotti, dodici volte campione italiano di salto in alto, è a casa convalescente dopo un intervento e proprio il suo ritorno alla vita, dopo momenti di paura, lo ha spinto a raccontarsi e a testimoniare quale debba essere la volontà personale e collettiva difronte alle avversità e alle emergenze.
Parole indirizzate al mondo dello sport e alla comunità friulana in attesa di tempi migliori, che verranno. Talotti vorrebbe attenderli, dice, al riparo dai clamori mediatici e dalle attestazioni di solidarietà. Sarà bello aspettare in silenzio il suo ritorno.

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La chemio ai tempi del coronavirus

“Oggi ho iniziato il mio secondo ciclo di chemioterapia. Tutta la mia triste avventura è iniziata i primi di marzo con un’operazione all’intestino, proprio in concomitanza dell’insorgere dell’emergenza covid-19. Ho avuto modo di pensare molto in queste settimane. Alla mia situazione, al mondo che guardavo da una finestra correre ai ripari. Agli italiani che stanno riorganizzando le loro vite tra scuola e lavoro all’interno delle quattro mura domestiche. C’è chi la vive bene, chi la prende peggio. C’è chi parla di “guerra”, salvo poi postare una foto della griglia pronta con le migliori prelibatezze sopra. Ho pensato molto a chi soffre in questa situazione di quarantena e isolamento. A chi soffriva già prima. Per la salute, per i pochi soldi, o ancor peggio per i pochi affetti. Ho pensato alle donne maltrattate, alle situazioni di violenza domestica in cui purtroppo in molti vivevano anche prima del Covid-19, e che con l’isolamento si sono aggravate. Ho perso un caro amico dell’atletica, Donato Sabia a causa del virus. Pensavo a lui e al dolore di tutti quei familiari che hanno perso un proprio caro che se ne è andato in silenzio, senza un ultimo abbraccio. Penso ai carcerati e alle forze dell’ordine che vivono questo momento nuovo anche per loro. Forze dell’ordine che hanno il compito di far rispettare le leggi, senza giudicare se siano giuste o sbagliate, e di mantenere la sicurezza in un mondo che rischia di esplodere per le strade e nelle città, figuriamoci nelle carceri. Fino ad ora ho tenuto per me e per i miei amici più stretti la mia triste storia. La storia che ho scoperto essere quella di tanti altri. Non ero mai stato in ospedale neanche per una appendicite. Sì, qualche analisi del sangue e qualche visita a parenti in convalescenza. Ora che da settimane sono dentro e fuori dagli ospedali quasi ogni giorno, mi accorgo di quante persone stiano facendo il mio stesso percorso e immagino a quante prima e purtroppo anche in futuro saranno costrette ad affrontarlo. 
Allora perché oggi scrivo di questo. Se non sono né il primo né l’ultimo. A cosa serve scrivere la mia testimonianza? Penso sia utile riportare e rendere pubblico il mio pensiero perché possa essere di aiuto a tutti coloro che oggi stanno affrontando la loro sfida. Sia essa la semplice e noiosa quarantena, ma anche a chi, oltre alla quarantena, rischia di vivere un malessere vedendo il bicchiere mezzo vuoto. Desidero dire loro che dopo l’operazione che mi aveva da un lato salvato la vita da una pericolosissima occlusione intestinale, ma dall’altro piegato a una serie di costrizioni come tubi e tubicini che facevano di me una specie di centralina idraulica, dove tra carichi e scarichi automatici non avevo ben capito quale fosse il mio ruolo nella digestione di tutti liquidi nutrienti che mi stavano fornendo. Ecco vorrei dire a coloro che vedono tutto nero che anche bere un bicchiere d’acqua con una fettina di limone è stato per me un sogno che si realizzava quando, tolto i tubi e le flebo, mi hanno detto che potevo tornare a sorseggiare l’acqua in modo normale e non mi avrebbe provocato nessun dolore o fastidio. I miei amici più cari lo sanno già questo aneddoto dell’acqua perché gliel’ho raccontato subito, ma vorrei che lo sapessero tutti perché tornare ad apprezzare le piccole cose è fondamentale in questi momenti. E io ogni giorno sogno quel bicchiere d’acqua. Durante tutto il giorno sorseggio l’acqua e mi sembra sempre la cosa più buona che ci sia. È così, quando si torna a desiderare il “normale”.
Intendevo scrivere queste poche righe della mia avventura anche per ringraziare pubblicamente i medici, gli infermieri e tutti gli operatori degli ospedali e cliniche dove sono stato per la loro dedizione, passione, professionalità, organizzazione. Il servizio sanitario pubblico che ho avuto modo di conoscere non mi ha fatto mai mancare nulla: sicurezza, puntualità, gentilezza, umanità, pulizia e efficienza nei servizi. Sembra quasi voglia dirvi di provare, ma questa mia esperienza non la auguro veramente a nessuno al mondo. Nonostante ciò le cose purtroppo accadono. E accadono non quando lo vuoi tu. La vita cambia dall’oggi al domani e tu non puoi fare altro che affrontarla. E allora dopo lo sconforto iniziale, cerchi di lottare assieme a chi ti sta vicino per fronteggiare lo sconosciuto male che sta prendendo piede dentro di te. Gli alleati sono i medici che ti prendono sotto la loro ala. Con fiducia e rispetto li segui e inizi il tuo percorso. E quando trovi un sistema sanitario nazionale così buono, io sono dell’idea che lo dobbiamo gridare al mondo con orgoglio. È per questo che scrivo oggi! Oggi che siamo tutti uniti a difendere e a chiamare “eroi” quelli che sono in prima linea a combattere il virus come è giusto che sia, con queste righe voglio ricordare che c’è un mondo di eccellenza in qualità e serietà anche nelle seconde linee della sanità, quelle che non finiscono nei tg, ma che stanno continuando a svolgere un ruolo fondamentale come continueranno a fare anche dopo l’emergenza. Ci tenevo a scrivere queste cose perché siamo spesso troppo bravi a disprezzare quello che abbiamo. La sanità va nei tg solo se qualcuno fa un errore, basta così poco per parlar male di tutti gli ospedali. Io avevo sinceramente paura di cosa avrei trovato. E invece posso solo dire bene! Torniamo a essere più orgogliosi del nostro Paese e viviamo quello che di meglio esiste e che tutti ci invidiano, senza pensare che gli altri sono sempre più bravi di noi. 
Dico un ultimo e unico pensiero sul covid-19. Non ho mai scritto nulla riguardo il virus. Ho letto molte battute, utili a sdrammatizzare, ma non ho mai contribuito a divulgarle. Il mio unico pensiero sul covid-19 è che questa, come tutte le crisi nasconda un’opportunità. Le opportunità sono di diverso tipo. Personali e sociali. A livello personale c’è l’occasione di modificare alcune delle nostre abitudini soprattutto lavorative ma non solo. L’opportunità sociale è invece quella di comprendere a livello dei grandi rappresentanti delle nazioni che il virus non conosce confini, trattati, convenzioni. Se il mondo vuole sconfiggere questo virus deve ragionare come Umanità. E non come Italiani o tedeschi o francesi o come indiani o nigeriani o come americani e messicani. Lo sconfiggeremo questo virus, ma lo sconfiggeremo tutti insieme come popoli uniti, dove i Paesi più ricchi aiuteranno i più poveri, dove i paesi più sviluppati aiuteranno quelli sottosviluppati. E dal dialogo che rimarrà una volta sconfitto il virus, nascerà un mondo migliore. Più equo, più unito, più giusto.”

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Credito televisivo a Udin Jump 2020

Udin Jump porta in alto il nome degli eventi made in Udine, Friuli Venezia Giulia, Italia.

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Udin Jump porta in alto il nome degli eventi made in Udine, Friuli Venezia Giulia, Italia.

 

Grazie a Renato Bonin, giornalista e appassionato vero dell’Atletica Leggera.

 

Grazie Alessandro Talotti, da una tua idea e dalla forza che ci hai messo affinchè si potesse realizzare.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]