Si è chiusa con un bilancio positivo l’ottava edizione del meeting di salto in alto del PalaBernes
L’obiettivo è crescere ancora, puntando anche su una pista che sarà prossimamente rinnovata
C’è soddisfazione per aver riempito l’impianto di Paderno anche grazie alla presenza di Tamberi
Con Gimbo tanti altri ex primatisti italiani oltre al mito Sotomayor, che ha ritrovato Stefan Holm
Udine, venerdì 6 febbraio 2026
Tra presente e futuro. L’ottava edizione di UdinJump Development si è appena conclusa e, oltre a stilare un bilancio, gli organizzatori volgono lo sguardo al 2027. Il meeting di salto in alto di Udine, disputatasi al PalaBernes, non vuole fermarsi e punta al nono atto, in programma il prossimo inverno. A parlarne è il presidente di UdinJump, Massimo Patriarca, che allestisce la riunione indoor assieme all’Asd Libertas Udine.
“Vogliamo evolverci ancora – sottolinea il dirigente -. La nostra gara si compone di spettacolo, di testimonial, di una prova che coinvolge atleti giovani e affermati: puntiamo a migliorare questi nostri punti di forza. La direzione a cui puntiamo è quella dell’eccellenza”.
Un’eccellenza che, nel meeting di pochi giorni fa, si è vista a tanti livelli. Basti pensare che, nell’impianto friulano, erano presenti tre ori olimpici di salto in alto: Javier Sotomayor, campione a Barcellona 1992 e primatista mondiale con 2,45; Stefan Holm, primo ad Atene 2004 e Gianmarco Tamberi, vittorioso a Tokyo 2021 e testimonial dell’ottava edizione di UJ. “Gimbo” è l’attuale primatista italiano e guidava la pattuglia di ex detentori del record tricolore presenti a Udine: con lui anche Enzo Del Forno, Massimo Di Giorgio, Luca Toso e Marcello Benvenuti. A bordo pedana anche i fratelli gemelli Ciotti, Nicola e Giulio, grandi amici di Alessandro Talotti, l’ideatore di UdinJump, scomparso prematuramente nel 2021.
“Voglio sottolineare la disponibilità di Gimbo – afferma Patriarca –. Ha vissuto assieme al pubblico la nostra gara, accontentando ogni richiesta di autografo e selfie. Siamo felicissimi di averlo avuto con noi”.
Il mirino è puntato a quel 2027 in cui i saltatori si misureranno su una pista rinnovata. A breve il manto del PalaBernes sarà infatti soggetto a una riqualificazione. “Puntiamo molto su questo aspetto, per crescere ulteriormente – aggiunge il presidente di UdinJump -. Un “terreno di gioco” più performante richiamerà atleti di grande livello non solo nel 2027, ma anche negli anni successivi”.
Più che positivo infine il bilancio legato al pubblico: l’impianto di Paderno era gremito. “Spettacolo e accoglienza sono assolutamente da promuovere – chiude Patriarca -. Nella riuscita dell’edizione hanno recitato un ruolo importante il Ministero dello Sport, la Regione Fvg con Promoturismo, il comitato regionale del Coni, il Comune di Udine e gli sponsor privati. Abbiamo fissato un nuovo punto di partenza”.
L’edizione appena conclusasi, va ricordato, è stata vinta da Eugenio Meloni (Italia) tra gli uomini (2,16) e da Charity Hufnagel (Stati Uniti) tra le donne (1,92).










